I piatti della tradizione romagnola: itinerario in cucina

La cucina romagnola è una delle più rinomate in Italia per la capacità di creare con pochi ingredienti, genuini e semplici, dei piatti molto saporiti che mantengono tutte le caratteristiche della dieta mediterranea, e dei suoi benefici.

La tradizione contadina che spinge i romagnoli a prediligere le carni suine (con tanto di salumi locali, vedi la Mora romagnola, un particolare specie suina molto saporita) non è la sola che si esprime tra i fornelli. La Romagna che si affaccia sul mare, infatti, predilige il pesce fresco, prevalentemente azzurro, ma anche le sogliole e i crostacei locali.

Al tutto si aggiunge una tradizione casearia di tutto rispetto che si incunea tra carne e pesce e che offre piccoli gioielli conosciuti in tutto il mondo come il formaggio di fossa, stagionato dentro una fossa, appunto. La piadina, poi, non è altro che il “pane” da queste parti, che ben si sposa con tutto il resto e i vini locali.

Per dare un’idea delle prelibatezze della tavola romagnola, proviamo a comporre un menù tipo, partendo dall’antipasto per arrivare al dolce.

L’antipasto è spesso affidato alla classica piadina (fatta in casa, ovviamente) accompagnata con il formaggio squacquerone e i salumi locali. I prosciutti e i salami di Mora romagnola, si possono alternare agli antipasti di pesce. Molto in voga i crudi come le alici marinate – ottime con la piadina – che titillano l’appetito, come è giusto che un antipasto faccia!

E passiamo al primo piatto. La pasta è la regina della tavola italiana su questo non si discute. In Romagna, però questo primato può vantare esemplari senza pari. Le tagliatelle tirate a mano, servite con gustosi ragù e la lasagna non sono che due esempi. Molto sentita la tradizione dei cappelletti e i ravioli che seppure vadano mangiati in brodo possono anche essere consumati in estate con sughi di vario tipo.

Tra i classici del primo non può mancare il piatto di spaghetti con le vongole (che in Romagna prendono il nome di poveracce).

Ma se siamo in una cucina romagnola, non si può non assaggiare il romagnolissimo “strozzaprete”, formato di pasta simile alle trofie liguri anch’esso fatto in casa. Lo strozzaprete ben si sposa con i sughi di pesce fresco.

Segnaliamo anche i passatelli, uno specifico tipo di pasta all’uovo, ottimi nel brodo.

Per il secondo piatto rimaniamo sul classico, semplice ma ottimo se cotto alla brace. La presenza del pesce fresco si presta alla grigliata mista. Il misto di pesce si presta anche per il “brodetto” una zuppa della tradizione molto gustosa da accompagnare con i crostini di pane.

Sul versante della carne la grigliata è d’ordine, l’ottima carne locale ne fa un piatto principe e imprescindibile. Spesso questi arrosti, siano essi di carne o di pesce, si accompagnano con delle verdure gratinate, ossia delle gustose verdure (spesso, pomodori, cipolle, melanzane e zucchine) coperte di un intruglio di olio d’oliva, aglio, pane grattugiato e prezzemolo. Semplici ma ottimi al palato.

Il dolce della tradizione è la ciambella. Servita con l’Albana, piacevole vino dolce locale, negli anni si è arricchita di farciture, anche se “semplice” mantiene il suo fascino profumato.