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Rimini è una città storica che vanta un patrimonio monumentale ed artistico di alto livello. Il centro storico testimonia il passato romano della città così come quello rinascimentale.
Potete visitarlo in autonomia oppure con visita guidata approfittando dell’iniziativa “Passeggiando nel passato”, organizzata dal Museo della Città.

Si tratta di un percorso guidato di due ore alla scoperta della città e dei suoi monumenti, con ingresso al Museo e alla Domus del Chirurgo inclusi nel prezzo del biglietto
(Per info e prenotazioni: Tel. 0541 704421).

Storia

Rimini viene fondata dai Romani nel 268 a.C col nome di Ariminum e nel 27 a.C., con la costituzione della colonia augusta ariminiensis, viene costruito l’Arco d’Augusto, antica porta monumentale della città. L’altro ingresso, il ponte di Tiberio, è stato costruito tra il 14 e il 21 d.C.
Nel 407 i Goti saccheggiano la città, 150 anni dopo Rimini fa parte della Pentapoli marittima dell’Impero Bizantino.

Nel 1295 prende il potere Malatesta da Verucchio inaugurando la signoria dei Malatesta. Nel 1432 il potere passa a Sigismondo Malatesta, cui si deve la realizzazione di Castel Sismondo e Tempio Malatestiano. Alla signoria dei Malatesta fanno seguito 2 secoli di egemonia della Chiesa, fino all’occupazione delle truppe napoleoniche nel 1797.
Nel 1815 Gioacchino Murat con il “proclama di Rimini” esorta i riminesi a conquistare l’indipendenza dall’Austria. Seguiranno la “battaglia delle Celle” e i “moti di Rimini”.
Perché la città assuma la moderna connotazione di città turistica dobbiamo attendere l’inaugurazione del Grand Hotel nel 1908, che trasforma Rimini in una meta turistica d’elite.

Il turismo si interrompe bruscamente, passano due guerre mondiali. La seconda lascia il segno: nel 1944, 396 bombardamenti distruggono l’82% della città.
Negli anni Cinquanta, Rimini rinasce dalle macerie del secondo dopoguerra e diventa capitale del turismo di massa.

Arco d’Augusto

  • È il simbolo della città, nonché l’antica porta d’ingresso, costruita nel 27 a.C. per celebrare la grandezza dell’imperatore Ottaviano Augusto, come testimonia l’iscrizione (oggi parziale) leggibile sulla facciata. La struttura è permeata da un forte carattere religioso e propagandistico, l’architettura richiama quella del tempio e la porta priva di battenti simboleggia la pace raggiunta nel 31 a.C. con la battaglia di Anzio. La decorazione è piena di simboli celebrativi, in primis nelle formelle del timpano. Nei clipei sono raffigurate le divinità: Giove e Apollo nel lato esterno, Nettuno e Roma nel lato rivolto verso la città.
    La merlatura che decora oggi la sommità è stata aggiunta in epoca medioevale, mentre in origine c’era una statua marmorea raffigurante l’imperatore su una quadriga.

Piazza Tre Martiri

  • È l’antico foro della città, incrocio tra cardo (oggi via Garibaldi e IV Novembre) e decumano (Corso d’Augusto), secondo il classico schema urbanistico romano. È percorsa ai lati da portici con caffè e negozi, contiene due monumenti: la statua bronzea di Giulio Cesare e il cippo di pietra a memoria dei Tre Martiri uccisi qui durante la seconda guerra mondiale. Proprio nel foro di Rimini Giulio Cesare pronunciò la celebre frase “Il dado è tratto” all’indomani del passaggio del Rubicone.

Tempio Malatestianio

  • È un vero capolavoro di arte rinascimentale per cui vale la pena di dedicargli tempo. La sua costruzione fu voluta e avviata da Sigismondo Pandolfo Malatesta a metà del XV secolo su una precedente Chiesa di San Francesco e vide la collaborazione di artisti prestigiosi, tra cui Matteo de’Pasti, Agostino di Duccio e Leon Battista Alberti.
    Al suo interno è conservato il Crocifisso ligneo di Giotto e l’affresco di Piero della Francesca “Sigismondo Pandolfo Malatesta inginocchiato davanti a San Sigismondo re di Borgogna” oltre a un certo numero di sculture marmoree, stucchi e decorazioni dorate.

Piazza Cavour

  • Sede del potere politico di Rimini, un lato accoglie le facciate di Palazzo dell’Arengo, Palazzo Garampi (oggi sede del comune) e Palazzo del Podestà mentre un altro è occupato dal Teatro Galli, inaugurato nel 1857 da Giuseppe Verdi. Due i monumenti di rilievo che si trovano in questa piazza: la statua di papa Pio V realizzata nel 1611 e la fontana della Pigna (XVI secolo), unica fonte di acqua potabile della città fino al 1912. L’armonia delle sue forme e dei giochi d’acqua colpirono anche Leonardo da Vinci come testimonia un’iscrizione sul monumento.Dietro la fontana, si apre il corridoio di marmo della Vecchia Pescheria. Percorrendolo, vi ritroverete in una piazzetta circondata da librerie, negozi e locali notturni: è il cuore della movida invernale, frequentata anche d’estate grazie ai tavolini all’aperto e all’atmosfera informale.

Domus del Chirurgo

  • Un sito archeologico di grande valore, emerso durante gli scavi in occasione dei lavori in piazza Ferrari e aperto al pubblico nel 2008. Oggi, una struttura in vetro protegge i resti di una Domus di epoca tardo imperiale probabilmente di proprietà di un medico chirurgo, Eutyches e accanto, i resti stratificati e ben conservati di altre costruzioni più tardive.Il biglietto di ingresso si acquista presso il Museo della città (via Tonini 1, Tel. 0541 704426), dove sono conservati anche i ferri chirurgici e tutti gli altri reperti rinvenuti durante gli scavi alla Domus. www.domusrimini.com

Ponte di Tiberio

  • Questo monumento di epoca romana incredibilmente ben conservato malgrado le due guerre mondiali e il traffico che continua a percorrerlo, è stato denominato per la sua resistenza “ponte del diavolo”. Iniziato in età augustea e completato da Tiberio fra il 14 e il 21 d.C., è realizzato interamente in pietra d’Istria, è lungo 70 metri e si compone di 5 arcate. Rappresentava il punto di partenza di via Emilia e via Popilia. L’architettura unisce utilità, armonia ed esaltazione degli imperatori, come testimoniano l’iscrizione e un sobrio apparato decorativo che richiama il potere civile.

Castel Sismondo

  • Voluto da Sigismondo Pandolfo Malatesta e costruito tra il 1437 e il 1446, è andato parzialmente distrutto nel corso dei secoli tanto che oggi ne resta solo il nucleo centrale. Se lo guardate con attenzione, noterete che tutte le torri difensive sono rivolte verso la città e non verso l’esterno: pare che Sigismondo avesse più paura degli attacchi dei riminesi che di quelli esterni! Oggi Castel Sismondo è sede di mostre ed eventi.