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Riviera Romagnola Le nove località della costa
Il torrione rotondo e le mura della Fortezza di San Leo, visti dal basso

Foto di Irene Buda, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Dalla costa all'entroterra

Castelli e rocche della Romagna

Dalla Riviera si raggiungono in giornata tredici castelli e rocche: Castel Sismondo nel centro di Rimini, le fortezze della Valmarecchia come San Leo e Verucchio, le rocche di Montefiore Conca, Cesena e Bertinoro, fino a Gradara, appena oltre il confine con le Marche. Dieci sono state per un periodo in mano ai Malatesta, signori di Rimini dal 1295.

I tredici castelli in sintesi

Dodici si visitano anche all'interno, quasi sempre come musei o con visite guidate. La Rocca Malatestiana di Santarcangelo, di proprietà privata, oggi si guarda solo da fuori.

Una valle della Valmarecchia vista tra gli alberi, con i prati, le colline boscose e il cielo nuvoloso
Foto di Adri08, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
CastelloCosa si visita
Castel Sismondo (Rimini)le sale del Fellini Museum; visita guidata del castello la prima domenica del mese
Fortezza di San Leomuseo statale con armi, arredi, pinacoteca e la cella di Cagliostro
Rocca Malatestiana di Verucchiol'intera rocca, con visite guidate
Castello di Montebello (Poggio Torriana)il castello con visite guidate, di giorno e di notte
Rocca Fregoso (Sant'Agata Feltria)il museo Rocca delle Fiabe
Rocca Malatestiana di Santarcangelosolo l'esterno: è privata e chiusa alle visite
Castello Malatestiano di Corianoporta, mura e mostra dei reperti, a ingresso libero
Rocca Malatestiana di Montefiore Concala Sala dell'Imperatore, i reperti degli scavi e un percorso multimediale
Rocca Malatestiana di Cesenacamminamenti, torrioni e museo di Storia dell'Agricoltura, con visite guidate
Castello Malatestiano di Longianola collezione d'arte della Fondazione Tito Balestra
Rocca di Bertinoroil Museo Interreligioso
Rocca delle Caminate (Meldola)percorso storico con audioguida, nel fine settimana
Rocca di Gradara (Marche)museo statale nelle sale del castello

Nel centro di Rimini

Castel Sismondo

Castel Sismondo si trova in piazza Malatesta, nel centro storico di Rimini. Sigismondo Pandolfo Malatesta ne avviò la costruzione il 20 marzo 1437 e per il progetto si avvalse della consulenza di Filippo Brunelleschi, presente a Rimini nel 1438. Dal Seicento il castello fu una fortezza pontificia; poi divenne carcere, e lo rimase fino al 1967.

Dal 2021 il castello è una delle sedi del Fellini Museum, che ne occupa le sedici sale. Nel 2026 il museo apre dal martedì alla domenica, al mattino e al pomeriggio, e chiude il lunedì non festivo; la prima domenica del mese, alle 11, c'è anche una visita guidata dedicata al castello. Storia e informazioni pratiche sono raccolte nella scheda di Castel Sismondo.

Castel Sismondo a Rimini visto dalla piazza, con l'ingresso tra le torri e lo specchio d'acqua davanti
Foto di Gheeeeeet, Wikimedia Commons, CC0

In Valmarecchia

Cinque dei tredici castelli sono nella valle del Marecchia, che da Rimini sale verso il Montefeltro. San Leo e Sant'Agata Feltria fanno parte dell'Emilia-Romagna solo dal 2009: prima erano in provincia di Pesaro e Urbino.

Fortezza di San Leo

La Fortezza di San Leo sorge su una rupe, sopra il paese. Nel 963 Ottone I la conquistò dopo un assedio contro Berengario II; nel 1441 Federico da Montefeltro la prese scalando la parete di roccia, e negli anni Settanta del Quattrocento Francesco di Giorgio Martini la ricostruì. Dal 1631 fu usata come carcere: tra il 1791 e il 1795 vi fu rinchiuso Cagliostro, e la prigione rimase in funzione fino al 1906.

Oggi è un museo statale, con armi, arredi, una pinacoteca e la cella di Cagliostro.

Rocca Malatestiana di Verucchio

La Rocca Malatestiana di Verucchio, detta Rocca del Sasso, apparteneva ai Malatesta già a metà del XII secolo. Ne rafforzò le difese Malatesta da Verucchio, che nel 1295 divenne signore di fatto di Rimini; tra il 1442 e il 1449 la ristrutturò Sigismondo Pandolfo Malatesta. Nel 1462 Federico da Montefeltro riuscì a conquistarla passando da un sentiero scavato nella rupe.

La rocca si visita interamente, con visite guidate. Nei fine settimana un biglietto convenzionato la unisce alla Fortezza di San Leo e al camminamento di ronda di Gradara.

La Rocca Malatestiana di Verucchio in fondo al viale alberato che la raggiunge, con le foglie d'autunno a terra
Foto di Vinicio62, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Castello di Montebello

Il Castello di Montebello domina la bassa Valmarecchia da 436 metri di quota, nella frazione di Montebello del Comune di Poggio Torriana. Nel 1186 Ugo Maltalone lo vendette ai Malatesta; nel 1464 passò ai Guidi di Bagno, che ne sono ancora i proprietari. Aperto al pubblico dal 1989, si visita solo con una guida: di giorno per tutti, di notte dagli 11 anni in su e su prenotazione. Senza auto si arriva in treno o in autobus fino a Santarcangelo, poi con la linea 166 di Start Romagna.

La sua fama viene dalla leggenda di Azzurrina, la bambina che sarebbe scomparsa nel castello nel 1375: il catalogo del patrimonio culturale della Regione la definisce una vicenda leggendaria. Racconto e visita sono descritti nella pagina sul Castello di Azzurrina.

Il Castello di Montebello in cima allo sperone di roccia, circondato dalla vegetazione
Foto di Carlo Pelagalli, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Rocca Fregoso

La Rocca Fregoso sta a Sant'Agata Feltria, nell'alta Valmarecchia. Fu costruita probabilmente intorno al Mille dai Cavalca, conti di Bertinoro, e compare in una bolla di papa Onorio II del 1125; nella seconda metà del Quattrocento la ristrutturò Francesco di Giorgio Martini. Il nome viene dai Fregoso, che la ebbero con il matrimonio tra Agostino Fregoso e Gentile Feltria.

Dal 1974 ospita la Rocca delle Fiabe, un museo ideato da Antonio Faeti. La rocca è del Comune e la gestisce la Pro Loco; nel 2026 è rimasta chiusa dal 1° gennaio al 17 marzo.

Sant'Agata Feltria vista dalla strada, con la Rocca Fregoso sopra le case e il campanile a destra
Foto di Asurnipal, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Rocca Malatestiana di Santarcangelo

La Rocca Malatestiana di Santarcangelo di Romagna fu ricostruita nel 1386 da Carlo Malatesta; nel 1447 Sigismondo Pandolfo Malatesta ne abbassò il mastio e aggiunse tre torri poligonali. Nel 1903 la comprarono i conti Rasponi, poi passò agli Spalletti e ai Colonna di Paliano, la famiglia che la possiede oggi.

È privata e abitata, e si osserva solo dall'esterno. Il resto del paese è raccontato nella pagina su come visitare Santarcangelo di Romagna.

La torre poligonale e le mura a scarpa in mattoni della Rocca Malatestiana di Santarcangelo, viste dal basso
Foto di Luciobocchi, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Tra Rimini e la Valconca

Il Castello di Coriano e la Rocca di Montefiore Conca stanno sulle colline alle spalle di Riccione e Cattolica.

Castello Malatestiano di Coriano

Il Castello Malatestiano di Coriano sorge su una collina a 102 metri, fuori dal centro moderno del paese. Fino al 1209 appartenne ai Carpegna, poi alla Chiesa di Ravenna, che nel 1356 lo affittò ai Malatesta. La rocca di cui oggi restano le strutture risale alla metà del Quattrocento e fu ampliata da Roberto Malatesta. Dal 1528 al 1580 il castello fu dei Sassatelli di Imola: il loro stemma, murato sopra la porta, è ancora quello del Comune.

Nel 1944, durante lo sfondamento della Linea Gotica, Coriano fu rasa al suolo. Dopo il restauro del 1999-2000 si visitano la porta con la torre, alcuni tratti di mura e, in una casa del castello, la mostra dei reperti trovati negli scavi, dalle ceramiche alle monete. L'ingresso è libero.

La porta del Castello di Coriano, con la torre merlata e lo stemma murato sopra l'arco
Foto di Carciups, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Rocca Malatestiana di Montefiore Conca

La Rocca Malatestiana di Montefiore Conca è citata come castrum Montis Floris già nel 1170 e dal 1322 appartenne interamente ai Malatesta. La ricostruì Malatesta Guastafamiglia tra il 1337 e il 1347; in quell'ultimo anno la rocca ospitò il re e la regina d'Ungheria. Nella Sala dell'Imperatore restano pitture del Trecento attribuite a Jacopo Avanzi.

Il Comune ne è proprietario dal 2002, e dal 2006 la rocca è stata restaurata e scavata. Il percorso di visita, rinnovato con fondi del PNRR, è multimediale, accessibile ed espone i reperti degli scavi.

La mole squadrata della Rocca Malatestiana di Montefiore Conca sopra le case del paese
Foto di Sibilla Fanciulli, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Nel Cesenate e nel Forlivese

Gli ultimi quattro castelli sono in provincia di Forlì-Cesena, sulle colline tra la valle del Rubicone e quella del Bidente.

Rocca Malatestiana di Cesena

La Rocca Malatestiana di Cesena sta sul colle Garampo, sopra il centro della città, nell'entroterra di Cesenatico. Il catalogo regionale attribuisce l'avvio della cosiddetta Rocca Nuova, nel 1380, a Galeotto Malatesta o, con più probabilità, a un suo successore; i lavori finirono solo alla fine degli anni Settanta del Quattrocento, quando Cesena era tornata sotto il governo del papa. Nel 1502 Leonardo da Vinci, al seguito di Cesare Borgia, ne studiò le difese e le disegnò. Una parte della rocca rimase carcere fino al 1969.

Oggi si percorrono i camminamenti e si sale sui torrioni; nel palazzo interno ha sede il museo di Storia dell'Agricoltura. Dal 2024 al 2029 la gestisce l'associazione JazzLife, con visite guidate il sabato e la domenica e, negli altri giorni, su prenotazione. L'area intorno alla rocca è a traffico limitato: si sale a piedi da piazza del Popolo.

I due torrioni in mattoni della Rocca Malatestiana di Cesena visti dal prato davanti alla rocca
Foto di Terragio67, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Castello Malatestiano di Longiano

A Longiano il Castello Malatestiano occupa la cima del paese, a 179 metri, e guarda la pianura tra Cesena e Rimini. Il castrum Lonzano compare nei documenti nel 1059; i Malatesta lo tennero per più di centocinquant'anni, e qui nel 1429 si ritirò a morire Carlo Malatesta. Dal 1519 fu feudo di Guido Rangoni, che lo trasformò in residenza; dopo l'Unità d'Italia divenne il municipio e lo rimase fino al 1989.

Oggi è la sede della Fondazione Tito Balestra, una galleria d'arte moderna e contemporanea con oltre duemila opere, in gran parte del Novecento. Apre dal martedì alla domenica e nei giorni festivi.

Longiano sulla collina, con il Castello Malatestiano e la torre civica in cima al paese
Foto di Gianmariazanotti72, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Rocca di Bertinoro

La Rocca di Bertinoro domina la pianura da un colle di 247 metri che separa la valle del Bidente da quella del Savio. Un sito fortificato è documentato qui dalla metà del X secolo. Alla fine del Trecento la rocca passò ai Malatesta, e Malatesta Novello ne fece una residenza stagionale della sua corte; dal 1584 fu la residenza dei vescovi di Bertinoro.

Dopo un restauro concluso nel 2002 ospita il Centro Residenziale Universitario di Bertinoro e il Museo Interreligioso, il cui percorso riguarda ebraismo, cristianesimo e islam e i rapporti tra le tre fedi. Il museo apre il venerdì, il sabato e la domenica pomeriggio; dal 15 giugno al 15 settembre, dal martedì alla domenica.

L'ingresso della Rocca di Bertinoro, con le mura coperte di vite americana rossa e il cancello sotto l'arco
Foto di Terragio67, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Rocca delle Caminate

La Rocca delle Caminate, a 356 metri d'altitudine, appartiene al territorio di Meldola e dista 4 chilometri da Predappio. Nata intorno al Mille come avamposto sulla via di crinale che portava verso Firenze, fu demolita e ricostruita in stile neomedievale tra il 1924 e il 1927: dell'antico fortilizio restano due bastioni. Nel 1927 fu donata a Benito Mussolini, allora capo del governo, che ne fece la sua residenza estiva; il 28 settembre 1943 vi si riunì per la prima volta il Consiglio dei ministri della Repubblica Sociale Italiana.

La rocca è della Provincia di Forlì-Cesena, che dal 2017 ne ha affidato la gestione a Ser.In.Ar.; oggi ospita anche il Tecnopolo di Forlì-Cesena. Si visita il sabato e la domenica lungo un percorso di ventitré punti informativi, con un'app che fa da audioguida oppure con una guida su richiesta.

La torre e le mura merlate della Rocca delle Caminate illuminate dal sole, con i cipressi a sinistra
Foto di Crazyfrog58, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Oltre i confini della Romagna

Appena fuori dai confini amministrativi della Romagna ci sono altre due mete fortificate. La Repubblica di San Marino, Stato indipendente, conserva le tre torri sul Monte Titano: per la visita c'è la pagina su come visitare San Marino. La Rocca di Gradara, invece, è in provincia di Pesaro e Urbino.

Rocca di Gradara

La Rocca di Gradara, chiamata comunemente castello di Gradara, è nell'entroterra di Gabicce Mare e di Cattolica, ma amministrativamente sta nelle Marche. Il nucleo più antico risale al XII secolo. Una bolla di papa Bonifacio VIII la assegnò ai Malatesta; nel 1446 Francesco Sforza la assediò senza riuscire a prenderla, e nel 1463 vi entrò Federico da Montefeltro; la rocca passò poi agli Sforza. Tra il 1921 e il 1923 fu restaurata dall'ingegnere Umberto Zanvettori.

È un museo statale, con ingresso gratuito la prima domenica del mese. La storia di Paolo e Francesca, spesso ambientata qui, per il Ministero della Cultura è un'ipotesi legata alla leggenda, non un fatto documentato.

La facciata della Rocca di Gradara con il ponte che porta all'ingresso e la torre d'angolo a destra
Foto di Accurimbono, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Come organizzare la visita

I castelli si visitano bene per zona, una zona per giornata. Da Rimini e da Santarcangelo si sale in Valmarecchia verso Verucchio, Montebello, San Leo e Sant'Agata Feltria; Coriano, Montefiore Conca e Gradara sono le mete più comode per chi alloggia tra Riccione e Cattolica; Cesena, Longiano, Bertinoro e la Rocca delle Caminate per chi sta a Cesenatico o a Cervia.

Contano anche i giorni della settimana. La Rocca delle Caminate apre al pubblico il sabato e la domenica, mentre negli altri giorni accoglie solo gruppi su prenotazione; anche le visite guidate della Rocca di Cesena sono nel fine settimana. Fuori dall'estate il Museo Interreligioso di Bertinoro apre dal venerdì alla domenica. Il lunedì sono chiusi il Fellini Museum a Castel Sismondo e il Castello di Longiano.

Undici dei tredici luoghi fanno parte del Circuito dei Castelli dell'Emilia-Romagna, promosso dalla Regione. Orari e biglietti cambiano con le stagioni e li pubblicano i gestori di ogni castello.

Altre mete per una giornata nell'entroterra, dalle saline di Cervia al Monte San Bartolo, sono raccolte negli itinerari di un giorno.

Fonti: Regione Emilia-Romagna, catalogo del patrimonio culturale PatER, Rocche e castelli, e Circuito dei Castelli dell'Emilia-Romagna; Ministero della Cultura, Direzione regionale Musei Emilia-Romagna e Catalogo generale dei beni culturali; Rocca di Gradara, sito ufficiale; Emilia-Romagna Turismo, Castelli; siti dei Comuni e dei gestori dei singoli castelli. Consultati il 25 settembre 2026.